Tubi che scoppiano, Iren nella bufera. Attacchi della politica e difesa dell’azienda
Che ci sia qualcosa che non va è evidente. Tubi che saltano a ripetizione, strade come fiumi, piazze come laghi, disagi per i cittadini. Iran prima tenta una difesa un po’ debole, sostenendo che è colpa del caldo arrivato all’improvviso ehe ha aumentato i consumi e causato una sorta big bang nella rete. Poi fa sapere che pagherà i danni, cosa che è chiamata a fare e sulla quale non può certo scegliere. Su Iren (e sul suo eventuale ingresso come partner industriale di Amiu) infuria la bufera.
Ieri in consiglio comunale c’è stata una raffica di interrogazioni sul tema, presentate da Paolo Putti (M5s), Antonio Bruno (Fds), Guido Grillo (Pdl), Alfonso Gioia (Udc) per chiedere informazioni sulla manutenzione degli impianti.
Ha risposto a tutti l’assessore Italo Porcile: «Ci rendiamo conto dei disagi significativi, ma i tempi, i modi e gli strumenti con cui è avvenuta la risposta sono conformi alla carta di servizi e alle esigenze di un intervento efficace. Stamattina, superata l’emergenza, c’è stato un primo confronto con il gestore – ha detto -. Il giudizio dell’amministrazione non è positivo, ma il quadro che emerge dai dati macro non è molto preoccupante, anzi pare che gli incidenti nel 2016 siano diminuiti. Abbiamo chiesto ulteriori esami per stabilire se la situazione anomala degli scorsi giorni sia dovuta al caso o sia riconducibile a qualche problema». Dopo i grafici “sballati” forniti da Iren al momento della discussione in consiglio in merito alle modifiche dello statuto, chiedere approfondimenti è veramente il minimo.
Sono intervenuti nel dibattito: Paolo Putti (M5s), Antonio Bruno (Fds), Guido Grillo (Pdl), Alfonso Gioia (Udc), Simone Farello (Pd), Enrico Musso (Lista Musso), Enrico Pignone (Lista Doria),
Contro Iren si scagliano i sindacati <Genova il problema alla rete idrica è sotto gli occhi di tutti – dice Elisabetta Colli della UilTec Liguria -. Per la tubatura rotta in via Coronata ci sono volute ben tre ore prima che i tecnici di Mediterranea Acque intervenissero. Questo è il risultato della manutenzione lenta di una rete idrica datata. Nonostante le dichiarazioni dei vertici Iren, in cui sono stati sbandierati investimenti sul territorio per svariati milioni di euro, i cittadini sanno bene che pagano salato per la garanzia della loro sicurezza: non solo acqua ma anche gas, tutto in bolletta, che regolarmente, senza ritardo, arriva a destinazione. I risultati poi sono quelli a cui abbiamo assistito in questi giorni. Non si può pensare che, Iren da una parte e proprietà di maggioranza dall’altra, affrontino il problema scaricandosi a vicenda le responsabilità. La proprietà non può continuare a dichiarare investimenti e nel contempo ridurre gli organici ormai insufficienti da anni; il risparmio per questi progetti si sta facendo sulla forza lavoro, cancellando le squadre d’ intervento, evitando le necessarie nuove assunzioni a copertura dei lavoratori usciti dall’azienda in pensione. Il Comune di Genova ha voluto chiarire che i danni provocati da questi incidenti sono a carico del gestore. Il Comune avrebbe dovuto fare azione preventiva di indirizzo e di controllo, come da sempre richiesto dalle organizzazioni sindacali perché il territorio di sua competenza evidenzia una complessità particolare. Tutto questo sta avvenendo a fronte di un annunciato aumento delle tariffe. Assurdo. Le Confederazioni Cgil, Cisl, Uil hanno chiesto un confronto urgente per verificare gli eventi degli ultimi anni. Oggi sono necessari più che mai investimenti di rinnovo e manutenzione delle reti>.
Stamattina in Comune è in corso una commissione. <Il direttore generale del Comune Genova e il Sindaco di Genova confermano la ricerca di un partner industriale che entri nell’azienda – dice Antonio Bruno, capogruppo a Tursi della Federazione della Sinistra -. L’assessore all’ambiente in una risposta a una mia interrogazione mi ha confermato che da mesi Comune Genova e Iren hanno costituito una commissione per studiare le sinergie, (che a nostro parere potrebbero anche costituire turbativa d’asta. È forse questo il motivo per cui si è accantonata la soluzione alternativa alla cessione di azioni a privati, che ci aveva illustrato Marco Castagna e cioè fondi europei, cassa depositi e prestiti o project financing su specifici impianti. Iren diventera’ principale azionista di Amiu senza spendere un euro ma conferendo il biodigestore di Tortona? Il Sindaco assicura che il Comune manterra’ la possibilita’ di dire la sua. Come è successo in Iren sulla gestione degli appalti? In ultimo non è specifico oggetto della commissione di oggi, ma non posso esimermi da chiedere se il Comune intenda costituirsi parte civile verso chi ha permesso il versamento di rifiuti speciali a Scarpino come emerso nell’inchiesta di Lavagna. E come pensiamo di affrontare la riapertura di Scarpino con le stesse procediure che hanno dimostrato maglie larghe verso un uso, diaciamo, improprio della stessa>.
Sulla vicenda si scatenano anche i Verdi con una lettera firmata da Pierluigi Biagioni Verdi area Tigullio – Angelo Spanò co-portavoce metropolitano di Genova.
A Genova le strade e le creuze sono un campo minato dai tubi dell’acqua. Che saltano uno dietro l’altro, inondano quartieri e lasciano i rubinetti a secco, trasformando l’inizio d’estate in una catena di (surreali) disservizi. È successo almeno sette volte nello spazio di dieci giorni abbondanti e, al netto delle dichiarazioni di facciata fornite da Mediterranea delle Acque (Gruppo Iren), che la rete idrica dovrebbe gestire, lo spauracchio è quello d’un collasso strutturale delle condutture, vecchie e non si sa quanto controllate. L’assessore comunale all’ambiente Italo Porcile, delegato al ciclo integrato delle acque e quindi ai rapporti con la stessa Iren, la mette giù con meno diplomazia: «Aspettiamo che cessino le criticità, ma qualche domanda ce la stiamo facendo e vogliamo rassicurazioni. Bisogna capire se ci siano dei problemi profondi, per risolvere i quali occorre un intervento tempestivo».
Ironia della sorte: mercoledì la Città metropolitana, l’ente che ha surrogato la vecchia Provincia, ratificherà un nuovo aumento (voluto dal Governo), delle tariffe intorno al 5%.
«Il rincaro previsto è del 5 per cento circa, inferiore rispetto all’ultimo aumento che era stato del 6,5% – spiega Enrico Pignone, consigliere della città metropolitana delegato all’Ambiente -. Rispetto al passato, però, aumenteranno gli investimenti sul territorio».
La manovra sulle tariffe porterà con sé anche un’altra novità: «Finora – spiega Pignone – c’erano grandi disparità sulle tariffe applicate nei diversi Comuni per l’erogazione dell’acqua nelle strutture comunali: scuole, impianti sportivi, fontane. Il Comune di Genova, per esempio, paga 1,30 euro a metro cubo, mentre alcuni Comuni non pagano niente. Con questa delibera equipariamo a 30 centesimi a metro cubo la tariffa per tutti i Comuni dell’ambito». Con soddisfazione di Genova e vivace disappunto di altri.
È uno “scandalo” che si ripete, anche perchè gli stipendi non aumentano in proporzione e le pensioni sono bloccate da anni! Ma che ci tocca sentir dire da Pignone, quando afferma “Rispetto al passato, però, aumenteranno gli investimenti sul territorio” Dove sono finiti i soldi che ci sono stati chiesti da anni senza che fosse fatta la manutenzione, provocando quei danni che dobbiamo pagare noi in bolletta? E per finire, come ciliegina sulla torta, a Rapallo si continua a pagare la quota di depurazione , per un depuratore che non esiste ! Mentre proprio nei giorni scorsi in consiglio comunale, sindaco e maggioranza “ Si impegnano” (???) a risolvere il problema con l’Iren sembra fantascienza anche se purtroppo è realtà!
Bisognerebbe creare un movimento d’opinione per non pagare le bollette che noi pensiamo non corrispondere al servizio.Inoltre Iren ed Amiu , sono pronte a unirsi “in matrimonio”! Orbene, caro Sindaco Doria, a nostro avviso questo matrimonio non s’ha da fare, nè domani, nè mai, poiché andrebbe a discapito delle maestranze e della qualità del servizio, visto e considerato che Iren, multiutility, quotata in borsa, fa temere che da questo matrimonio, al fine di produrre maggiori entrate, potrebbe far “nascere” un inceneritore! Cosa ne pensate, cari cittadini pagatori ?
Questa la scheda informativa sulla rete idrica genovese inviata ieri da Iren
LA RETE IDRICA NELL’ATO GENOVESE
- – Gestore: Ireti, tramite le controllate Mediterranea delle Acque, Am.Ter e Idro-Tigullio
- – Gestione dell’intero ciclo idrico integrato, curando la captazione, il trasporto e lapotabilizzazione, nonché la raccolta, il trattamento e la depurazione delle acque reflue.
- – Circa 3.500 km di rete gestita dalle controllate dei quali circa 1.200 km per la sola cittàdi Genova.
- – 67 comuni serviti
- – 800.000 persone serviteI GUASTI
La rete idrica genovese presenta la particolarità che è diretta conseguenza della orografia della città che si sviluppa in senso verticale dalla quota 0 del livello del mare fino a quote di 150 – 200 metri nella cerchia delle prime colline e a quote ancora più alte nell’entroterra.
A causa di questo sono molto elevate le pressioni medie nella città e questo fattore unito al fattore traffico intenso in strade dense di sottoservizi causa notevole stress alle condotte. Questi fattori di rischio uniti al forte e improvviso aumento delle temperature potrebbero aver contribuito ai guasti di questi giorni.
MANUTENZIONE
Iren sta realizzando significativi investimenti sulla rete idrica, in netto aumento rispetto al passato. Dai circa 2 milioni annui del 2010, nel 2015 sono stati investiti 8,7 milioni per la manutenzione straordinaria e il rinnovo della rete idrica. Tali investimenti faranno sì che le criticità saranno sempre meno in futuro.
Tali investimenti, significativamente aumentati nel corso degli ultimi anni, hanno consentito:
- – L’integrazione delle reti idriche che facevano capo a 3 acquedotti diversi (2 dei privati, 1 di Amga, oggi Iren): tre sistemi separati che sono stati uniti in modo tale da ottimizzare le risorse a disposizione della città e una ottimizzazione delle pressioni con una riduzionedi alcuni picchi e conseguenti risparmi energetici.
- – La realizzazione di interconnessioni che hanno consentito di circoscriveresignificativamente il disservizio a una porzione limitata di territorio senza toglierel’erogazione dell’acqua se non a una minima percentuale della popolazione.
- – Il dimezzamento degli interventi relativi alla riparazione di perdite dal 2010 al 2015
- – Sensibile riduzione di chiamate per pronto intervento, passate dalle circa 2.200 del2010 alle circa 1.400 del 2015
Il miglioramento di questi parametri è indice delle migliori condizione della rete.
TEMPESTIVITÀ
L’intervento dei tecnici di Iren è stato tempestivo in tutte le occasioni e ha consentito il ripristino del disservizio entro un massimo di 16-24 ore nei casi più significativi. Nei casi più complessi, come quello verificatosi a Principe, sono state inoltre impiegate 3 autobotti per assicurare il servizio.
DANNI
Iren si farà carico di tutti danni procurati.


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